Nacque da famiglia aristocratica nel 1303 a Finsta, nella regione svedese di Uppland. Ella e' conosciuta soprattutto come mistica e fondatrice dell'ordine del Santissimo Salvatore, ma la prima parte della sua vita fu quella di una laica felicemente sposata dal cui matrimonio nacquero otto figli. Senza lasciarsi fuorviare dalle condizioni di benessere del suo ceto sociale, Brigida visse col marito Ulf un'esperienza di coppia in cui l'amore sponsale si coniugò con la preghiera intensa, con lo studio della Sacra Scrittura, con la mortificazione e con la carità. Insieme fondarono un piccolo ospedale dove, essi stessi, assistevano frequentemente i malati. Brigida poi era solita servire personalmente i poveri ed insieme con la famiglia osservava la regola dei Terziari Francescani. Al tempo stesso fu apprezzata per le sue doti pedagogiche che ebbe modo di esprimere nel periodo in cui fu richiesto il suo servizio alla corte di Stoccolma. Da questa esperienza matureranno i consigli che in diverse occasioni darà a principi e sovrani per la retta gestione dei loro compiti. Ma i primi a trarne vantaggio furono ovviamente i figli, uno dei quali, Caterina, è venerata come santa.
" .. La presenza divina si fa spazio là dove si è riusciti a fare il vuoto dei legami col mondo, esattamente come se ci si fosse crocifissi".
Il pellegrinaggio che fece con il marito a Santiago de Compostela nel 1341 chiuse simbolicamente la prima fase della sua vita; quel viaggio segnò un primo passaggio di svolta, preparando Brigida alla nuova vita che iniziò qualche anno dopo, quando, con la morte del marito, avvertì lavoce di Cristo che le affidava una nuova missione, guidandola passo passo con una serie di grazie mistiche straordinarie.
" ... Quando seppellii mio marito, seppellii con lui tutto il mio amore carnale ... percio', affinchè la mia anima potesse immergersi solo nell'amore di Dio, ho voluto liberarmi dell'anello di mio marito per affidarmi a Dio". "Io sono il tuo Dio che ti vuol parlare. Non temere. Io sono infatti il creatore di tutte le cose, non l'ingannatore. Sappi che non parlo per te sola, ma per la salvezza di tutti i cristiani. Ascolta quel che dico: sicuramente sarai la mia sposa e il canale della mia voce; udirai e vedrai le cose spirituali ed i segreti celesti, e il mio spirito resterà con te fino alla morte ..."
Brigida obbedì a Cristo, che la convocava per farne la sua voce nel mondo, compiendo quello che nella consuetudine era il primo passo verso la scelta monastica: la spoliazione dei beni. Accorgendosi che tutto mutava in lei comprese che doveva annotare quegli eventi: nascevano così le "Rivelazioni", cioe' l'emanazione tangibile dell'avventura mistica di Brigida.
Questi scritti, redatti in svedese e tradotti poi in latino dai suoi confessori-segretari, sono raccolti in otto libri il cui contenuto è estremamente vario. Abbracciano tutti i campi della teologia, dell'ascetica e della mistica e sono una fonte ricchissima di spiritualità che si poggia su due cardini essenziali: Gesù Crocifisso e la Santissima Vergine. Gesù Croccifisso è il Redentore e lo Sposo delle anime; la Madonna è la Madre divina di Gesù e degli uomini, la Madre di miseriordia che vuole tutti salvi. Nei cinque anni successivi (1344-1349) Brigida rimase in Svezia, ma non entrò far parte di alcuna comunità di monache; la sua consacrazione avvenne solo idealmente ed in questo lasso di tempo ricevette da Cristo il complesso di norme necessarie a promuovere un nuovo ordine monastico, "La Regula Salvatoris". In questo periodo mandò numerose lettere ad Avignone a Papa Clemente VI, lettere piene di ammonimenti ed esortazioni a promuovere la pace, indire un Giubileo e ricondurre a Roma la sede papale. Non ottenendo risposte, comprese che avrebbe dovuto agire di persona. Il Signore esortò:
" Vai a Roma e restavi finchè non vedrai il Papa e l'Imperatore e non rivolgerai loro da parte mia le parole che ti dirò ... "
Lasciata la Svezia, nel 1349, Brigida attraversò i paesi dell'Europa centrale per recarsi a Roma dove si stabilì e potè assistere subito al Giubileo, da essa stessa sollecitato, proclamato da Papa Clemente VI nel 1350. Il trasferimento in Italia costituì una tappa decisiva per l'allargamento non solo geografico e culturale, ma soprattutto spirituale della sua mente e del suo cuore.