Mostra a cura di Antonio Sangalli, Carlo Tellarini, Bruno Biotti e Chiara D'annuntiis.
La mostra vuol mettere in luce l'affascinante percorso di quella che e' stata la vita di Edith Stain: ebrea, filosofa, convertita al cattolicesimo, monaca carmelitana e martire. (1891 - 1942)
 
Spiritualità
Il problema della vocazione personale è, forse, dal punto di vista esistenzaile, quello più impegnativo per ognuno di noi. Trovare una risposta all'interrogativo: "Che fare della propria vita?", è stata la grande preoccupazione di tutti i tempi e luoghi. Oggi, però, sembra più arduo che in passato trovare senso alla propria vita e darsi un orientamento sicuro e maturato nella riflessione.
Avviene infatti che l'etica sociale attualmente in auge voglia far credere che sia possibile, per un verso, fare molte scelte differenti in un breve lasso di tempo e, per l'altro, rimetterle di continuo in discussione, allo stesso modo con cui uno cambia i soprammobili fi casa, fa zapping tra gli infiniti programmi televisivi o naviga a caso su internet. Quest'opera vuole aiutarci a trovare - sulla scorta di Edith Stein - il cammino interiore verso l'autenticità, che si raggiunge solamente nel più profondo di noi stessi, nel "nucleo" della persona. L'incontro cuore a cuore con Dio svolge allora un ruolo capitale nel discernimento che permetterà di capire la vocavione cui siamo chiamati, non solamente dal punto di vista genereale, ma anche in una maniera del tutto pragmatica, qui ed ora, Infine, rispondere alla chiamata, scegliere liberamente la propria vocazione equivale anche ad accettare di spogliarsi "dell'uomo vecchio", lasciarsi trasformare da Dio, in una maniera che faccia, di tutto ciò, un programma di vita prima che un punto d'arrivo.